battesimoPerché Cristo è stato battezzato per immersione?

Battezzato per immersione

Scoprirai che lo scopo del battesimo di Gesù è stato oggetto di un discorso tenuto da Cristo e poi spiegato da Nefi.

Non dovremmo rimanere sorpresi di vedere che le scritture non dicono nulla sul fatto che Cristo sia stato battezzato per il perdono dei peccati visto che era senza peccato; tuttavia, l’immersione è tuttora una componente cruciale di quest’ordinanza e serve più che ad essere un mero simbolo del lavaggio dei propri peccati.

In passato ho scritto dei vari drammi rappresentati nel battesimo e solo alcuni di essi sono stati messi da parte per il battesimo di Cristo, uomo senza peccato.

Quando Gesù è andato da Giovanni Battista, “questi si opponeva dicendo: son io che ho bisogno d’esser battezzato da te” (Matteo 3: 14).

Forse Giovanni ha riconosciuto la natura senza peccato di Colui che gli stava di fronte; inoltre stava iniziando a riconoscere che Gesù era il Messia che era stato promesso (come fu poi confermato dalla colomba in Giovanni 1: 32 – 34) e che meritava che gli fosse discepolo (Giovanni 3: 28 – 30).

Gesù lo ha però istruito sulla necessità di questa ordinanza: “Lascia che io sia battezzato da te, poiché conviene che noi adempiamo così ogni giustizia” (Matteo 2: 43 TJS – Traduzione di Joseph Smith).

Nefi, avendo avuto una visione di questa ordinanza, ci accompagna nella stessa comprensione che ne aveva ricevuto Giovanni; pone la stessa obiezione: “Non sapete che Egli [Cristo] era santo?” (2 Nefi 31: 7).

Eppure c’è qualcosa in più in questa ordinanza oltre alla remissione dei peccati. “Mostra ai figlioli degli uomini quanto stretto è il sentiero,  e quanto angusta è la porta per la quale essi debbono entrare, avendo Egli [Cristo] stabilito l’esempio dinnanzi a loro” (2 Nefi 31:9).

Se persino il Figlio di Dio ha dovuto essere battezzato per immersione, dopo aver camminato per quasi 130 km per poter ricevere l’ordinanza da qualcuno che detenesse l’autorità, allora di sicuro non c’è altra via per entrare nel Regno di Dio.

Nefi continua citando Cristo, il nostro Grande Esempio, facendoci notare che “Ed egli disse ai figlioli degli uomini: Seguitemi.

Pertanto, miei diletti fratelli, possiamo noi seguire Gesù, se non siamo disposti ad obbedire ai comandamenti del Padre”… facendoci battezzare per immersione?

Nella mia scorsa risposta ho descritto questo evento come un simbolismo nel simbolismo. Egli si manifesta come il seguace perfetto, aprendo la via entrando ed uscendo dall’acqua affinché altri lo imitino. 

Inoltre c’è un ulteriore risvolto al sacrificio che Gesù sta compiendo e che traspare mente si prepara a entrare nelle acque battesimali.

“Egli mostra ai figlioli degli uomini che, secondo la carne, egli si umilia davanti al Padre e testimonia al Padre che gli  sarebbe obbediente nell’osservare i  suoi comandamenti” (2 Nefi 31: 7).

Proprio come nel battesimo seppelliamo il peccatore che eravamo per poi rialzarci nel servizio di Dio, allo stesso modo Gesù abbatte la propria volontà per immergersi completamente nella volontà del Padre.

Gesù è entrato in un’alleanza di obbedienza e questa alleanza Gli da la forza di resistere a Satana e di vivere di ogni parola che viene da Dio (Matteo 4: 4).

A coloro che entrano in alleanza con lui, Dio promette in cambio delle benedizioni. Quindi il simbolismo della resurrezione che segue la morte vale nel battesimo per immersione di Gesù Cristo quanto nel nostro.

Tuttavia, tornando alla questione dell’innocenza, santità e purezza perché compaiono il simbolismo della morte e della sepoltura nel battesimo di Gesù Cristo?

In fin dei conti la morte è il salario del peccato (Romani 6: 23),  perciò che ruolo ha nella Sua ordinanza?

Ancora una volta si fa riferimento alla sua promessa di obbedienza. Egli vide che ciò che stava compiendo l’avrebbe portato alla morte (così come Paolo trovo il segno della croce nel nostro battesimo).

Dopo aver profetizzato della sua crocifissione imminente, prende la sua croce e concentra i vari simboli del suo ministero nell’immersione completa nella volontà del Padre. “Potete voi bere il calice che io sto per bere?” (Matteo 20: 22).

Cristo ci ha mostrato il modo appropriato per entrare in alleanza con il nostro Padre nei Cieli; i Suoi apostoli ci hanno istruito ulteriormente sul significato sia dell’ordinanza che dell’alleanza.

Ricordare solo le benedizioni dell’alleanza (in particolar modo la remissione dei peccati), può non solo causare confusione quando pensiamo che Gesù abbia ricevuto questa ordinanza, ma può anche farci dimenticare che le alleanze sono più che benedizioni: sono anche doveri.

I nostri peccati non possono essere rimessi se non veniamo a Cristo e se non Lo seguiamo.

Dobbiamo essere salvati dai nostri peccati, non nei nostri peccati. Inoltre, la benedizione dell’espiazione per i nostri peccati, porta con sé la gioia del terzo atto trionfale di Cristo: una gloriosa risurrezione dove al fine tutti i suoi nemici saranno sottomessi ai suoi piedi.

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