corrente spirituale

Come conseguenza dell’uragano Matthew che ha colpito Haiti, nei Caraibi, e il sud-est degli Stati Uniti, per diverso tempo, milioni di persone non sono state in grado di accendere la luce e molte hanno vissuto senza corrente elettrica, con una ridotta capacità di portare avanti le attività principali sia della vita quotidiana, che di quella lavorativa.

Le linee elettriche della costa sono state strappate o hanno preso fuoco, colpite da alberi caduti o buttate a terra dal forte vento.

E noi, fratelli e sorelle di coloro che erano presenti lungo la scia di Matthew, siamo rimasti profondamente impressionati dal devastante impatto fisico, emotivo e spirituale ricevuto da coloro che sono stati colpiti da un uragano di categoria 3-4.

Mentre pensavo all’uragano Matthew, mi sono venute in mente le interruzioni di corrente che avvengono nella nostra vita quotidiana. I momenti in cui le luci si spengono.

La corrente spirituale

Quelli in cui le cose non sembrano crescere spiritualmente e la luce della nostra fede si affievolisce. A volte, la tempesta che ci colpisce sembra spegnere del tutto la luce, e ci troviamo di fronte ad un senso di oscurità completa e totale.

Ci sentiamo soli. O spaventati. O abbandonati. Alla maggior parte di noi non piace l’oscurità. O, almeno, non amiamo un buio che duri tutto il giorno. Noi desideriamo la luce. Abbiamo bisogno sia di una fonte di alimentazione che di una fonte luminosa.

Mi ricordo di una notte in campeggio, in montagna. Ci siamo sistemati nella roulotte e infilati sotto le coperte. Il sole stava tramontando. Non potevo vedere assolutamente nulla.

Era buio pesto all’interno del camper. Intendo proprio un buio nero come la pece. Potevo quasi toccare l’oscurità. Battevo le palpebre ancora e ancora.

Pensavo che ci dovesse essere una scheggia di luce, all’interno della circonferenza del mio punto di vista, un po’ di quella proveniente dalla città riflessa sul rimorchio. Ma no. Niente.

Non potevo sopportarlo. Ho dovuto trovare qualche scintilla di luce. Sono saltata fuori dal letto e sono andata a tentoni verso la porta. Mi sono guardata intorno. Niente. Poi ho guardato verso l’alto.

Ho visto il barlume di un paio di stelle lontane, in un cielo scuro. Ah, finalmente un po’ di luce. Mi crogiolavo perché ero  sotto l’effetto di un cielo stellato.

Avrei voluto dormire lì, ma non l’ho fatto. Invece, sono tornata nel rimorchio, ho afferrato una torcia elettrica, l’ho accesa e mi sono infilata sotto le coperte: ho dormito tranquillamente tutta la notte. Mi ricordo quella notte, la notte durante la quale il buio era troppo oscuro.

Ci sono stati momenti nella vostra vita, in cui vi siete sentiti spiritualmente insensibili o impotenti, in una mezzanotte di paura, preoccupazione o solitudine?

In cui avete cercato il sollievo della luce, ma non potevate ancora trovare le stelle? Forse avete scoperto la malattia o la dipendenza di una persona cara oppure siete stati traditi da un amico che credevate fidato.

Forse avete affrontato nemici che non poteva combattere da soli. Oppure vi sentivate impotenti, nelle circostanze che stavate vivendo.

C’è stato un momento in cui avete sentito un calo di tensione spirituale? Una notte durante la quale il buio era troppo buio?

Mi ricordo la storia di un uomo, un guerriero, a cui è successo. Il suo nome era Giosafat ed era circondato da eserciti che non avrebbe potuto sconfiggere da solo. Ha affrontato una lunga e buia notte.

Sapeva, però, che avrebbe potuto rivolgersi ad una forza superiore. E lo ha fatto. Egli ha compreso il problema e ha chiesto aiuto. Egli ha detto le seguenti parole:

“Non abbiamo forza contro questo grande esercito che ci viene addosso e non sappiamo cosa fare; ma i nostri occhi sono su di Te”.

Non sapeva come giustiziare le persone e non voleva farlo. Così ha chiesto aiuto. E, poi, ha agito come sentiva che avrebbe dovuto agire – è andato giù al ruscello – e ha lasciato il resto nelle mani di quel Potere Superiore.

E lui e il suo popolo sono stati catturati. E la luce è diventata buio.

A volte sentiamo di non avere alcuna forza, se non quella per cercare il potere dell’universo, il potere che è accessibile a coloro che credono nella sua esistenza.

Non c’è nessun problema del quale non sia a conoscenza o che non sappia risolvere, il nostro Potere Superiore. Abbiamo una guida che ci viene data, quando ascoltiamo consapevolmente.

Quelle parole o quelle impressioni arrivano come pacchetti di potere spirituale. Possiamo fidarci di una promessa; possiamo andare “fino ai nostri torrenti” o nei luoghi in cui Dio vuole farci fare un lavoro o aiutarci a risolvere il nostro problema.

Potrebbe essere il dover fissare dei limiti tra noi e il buio che si avvicina. Potrebbe essere quello di stare fermi e attendere ulteriori istruzioni.

Queste impressioni sono una lampada e una luce per i nostri piedi e ci mostrano dove andare. E mentre le seguiamo, Dio fa il resto.

Questo è il tipo di potere che è accessibile attraverso la nostra fede. E’ il tipo di potere che accende la luce. Esso si presenta quando lo chiediamo, come ha fatto Giosafat, e quando seguiamo la risposta che riceviamo.

Veniamo purificati e riceviamo una gloria più luminosa e brillante rispetto a prima.

Tutti noi possiamo accendere l’interruttore di quel potere spirituale. Anche quando non possiamo fare altro.

Anche quando non siamo in grado di agire e subiamo, anche quando ci sentiamo impotenti. Anche allora siamo in grado di trasformare il nostro Potere Superiore. E la fede illumina la strada.

La fede conta. Essa ci da’ un’ulteriore potenza, oltre la nostra.

La potenza di estendere le nostre capacità naturali, per superare la debolezza, per trionfare nella prova, per diventare migliori e più utili, per preparare le soluzioni, per darci la speranza, la pace, la sicurezza, il conforto e la guida in quelle che sarebbero, altrimenti, notti buie e senza aiuto.

Siamo in grado di vincere. Siamo in grado di trionfare. Siamo in grado di superare tutto. Ma non da soli. E voi, come avete ottenuto l’accesso a questo potere, nei momenti di interruzione spirituale?

Questo articolo è stato scritto da Karen Trifiletti e pubblicato sul sito faithcounts.com. Questo articolo è stato tradotto da Cinzia Galasso.

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Cinzia

Cinzia è un'impiegata ed una traduttrice. Ha una laurea in Scienze dell'Educazione e ha anche insegnato, per un paio di anni, a bambini della scuola materna, un lavoro che ha amato molto. E' stata un'insegnante nelle classi della Società di Soccorso, delle Giovani Donne e dell'Istituto. Ha molti interessi: patchwork, quilling, oli essenziali. Le piace prendersi cura di sè con soluzioni naturali. E' vegana e ama gli animali e la natura ed è fermamente convinta che le creazioni di Dio siano sacre. E' una volontaria dell'ENPA, un'associazione italiana, per la protezione degli animali ed è anche un membro di Greenpeace e del WWF. Ama passare il tempo con la sua famiglia e i suoi amici. Ama il vangelo di Gesù Cristo e sa che le famiglie sono eterne.

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