Il 4 novembre la California ha votato “sì” al referendum che ha messo fuori legge le nozze fra gay, iscrivendo nella Costituzione la norma secondo cui “Il matrimonio è l’unione fra un uomo e una donna”.

Questo risultato però non è stato accolto molto bene da una parte della comunità gay e in California si è scatenata la protesta. Migliaia di persone sono scese in piazza, a Los Angeles, per protestare. Sono stati circa 5mila i manifestanti che si sono riversati sulle strade del distretto di Silver Lake, nei pressi di Hollywood, mostrando cartelli e protesta e intonando cori.  Soddisfatti, invece, i promotori del referendum: “Un giorno magnifico per il matrimonio”, ha commentato Ron Prentice, responsabile del sito ProtectMarriage.com e tra i promotori di Proposition 8.

Varie fedi della California si sono unite contro i matrimoni tra omosessuali: cattolici, mormoni, ebrei, musulmani, cristiani evangelici e indù hanno partecipato insieme.

Malgrado la partecipazione in favore della Proposizione 8 abbia incluso fedeli di molte religioni, le proteste, almeno inizialmente, si sono concentrate contro la chiesa mormone. Secondo il Times, è stato l’arcivescovo cattolico di San Francisco, mons. George Hugh Niederauer, il primo ad accostare la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Poco dopo, la Chiesa dei mormoni ha emesso un comunicato da leggere in ogni congregazione in cui affermava che “la formazione delle famiglie è centrale al piano del Creatore” invitando i fedeli a partecipare alla Causa.

Secondo Jeff Flint, altro stratega della “Proposition 8″, fra l’80 e il 90% dei volontari che hanno fatto campagna porta a porta per il referendum era costituito da mormoni.

Una cosa importante da sottolineare è che il referendum si proponeva di difendere il matrimonio come istituzione e non attaccare i gay. Ma questo non è stato compreso (o accettato) da molti che hanno fatto manifestazioni davanti alle chiese e templi mormoni. In alcuni casi queste manifestazioni sono diventate violente e intimidatrici.

In conseguenza, qulache giorno fa la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ha emesso un comunicato che richiama al “rispetto” e alla “civiltà”. La gente di fede, aggiunge, “ha il diritto democratico di esprimere le proprie idee in pubblico senza temere rappresaglie”.